Stupito, finché posso

Forse sono io che sbaglio, ma è così che vedo il mondo

Utente: stupito

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venerdì, 18 gennaio 2008

Meno cinque

Meno cinque. Il pennarello rosso sul calendario pallido balza all'occhio immediatamente. E' il 6, tra meno di una settimana la partenza. Ogni giorno, a ogni passata di pennarello sopra quei numeri scuri, un sussulto. Una cifra in più, un colpo più forte. Come una turbolenza in aereo, un salto di quota. Vuoti d'aria.
Meno cinque. L'orologio con il suo ticchettìo regolare sembra cinico, senza pietà. Non è colpa sua, lui è solo uno strumento a servizio del Tempo.
Ma su qualche cosa la tensione deve essere sfogata. L'uomo lancia violentemente l'orologio contro il muro, il quadro si sfonda. L'uomo respira, si riprende, poi apre un cassetto, tira fuori un altro orologio identico al primo e lo guarda. Meno cinque ore alla partenza. Lascia l'albergo e si dirige all'aeroporto.
Meno cinque. L'uomo è nervoso, pochi minuti all'imbarco. Alle spalle una vita destinata a un obiettivo, davanti a se un bivio. Ma non c'è decisione da prendere, quella c'è già stata. Lo sguardo è fermo e lucido.
Meno cinque. Meno quattro. Meno tre. Meno due. Meno uno. Il segnale. Un coltello affiora dalla tasca, la hostess impallidisce. Ancora pochi minuti e l'aereo è dirottato.
"Fottuti americani, oggi è il mio giorno. Allah è grande".
Meno cinquemila persone dal conto dei vivi. E altre cinquemila. E altre cinquemila...
Il Tempo non ha pietà, salviamo almeno gli orologi.
postato da: stupito alle ore 22:56 | link





Commenti
#1    23 Gennaio 2008 - 15:53
 
Rieccola a casa, finalmente!
Guarita...
Grazie per tutto il calore... dal cuore!
Un bacione e buona giornata!
Aleks
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AleksKuntz

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