Stupito, finché posso

Forse sono io che sbaglio, ma è così che vedo il mondo

Utente: stupito

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mercoledì, 26 dicembre 2007

Ti faccio il culo

La sera prima della vigilia. Tra amici si va in un locale in centro, c'è pieno e sembra una serata promettente. Scendiamo gli scalini che portano giù, è al piano di sotto. Il guardaroba è pieno. E' un locale piccolo, bancone del bar lungo, due palchi, c'è la musica e chiude presto. Di solito si va li prima di andare in discoteca. La guardarobaia, guardarobista, guardarobiera, la ragazza addetta al guardaroba non ne vuole sapere, non ha neanche un chiodo, una sedia, un lavandino dove mettere la mia giacca. Faccio un giro poi torno.
Botta di culo, uno va via. Appoggio la giacca per sostituirla alla sua e sento bestemmie e imprecazioni da un punto indefinito alla mia destra. Mi volto e non c'è nessuno. Guardo giù e vedo un piercing con attorno un babbeo, completamente ubriaco, che ce l'ha con me e la ragazza addetta al guardaroba. Perchè lui era "la quarta volta che provava a lasciare la giacca". E mi offende.

Tento di calmarlo ma devo desistere, è decerebrato. Lo ignoro.
Riprendo la mia serata e dopo un pò usciamo per andare in discoteca. Anche li si è concentrata parecchia gente, ci sono altri miei amici. La serata sta proprio andando bene.
Mi scappa la pipì, vado in bagno. Entro nell'antibagno, aspetto il mio turno e mi chiudo al cesso per pisciare. Dopo qualche secondo sento bussare energicamente. Mi si blocca il getto. Impreco tra me e me. Mi concentro, riprendo a pisciare (ne avevo un bel pò) e ribussano più energicamente. Mi si riblocca il getto. Impreco ad alta voce. Finisco di pisciare, esco dalla porta e urlo esasperato:

"Avanti!"

Davanti a me nessuno.
Guardo giù e vedo una crestina ridicola con sotto un piercing con attorno un idiota, più che completamente ubriaco, che guardandomi storto passa oltre ed entra nel cesso.
Nel bagno c'erano due miei amici e qualche suo collega di creste e piercing. R mi prende da parte e mi dice:

"Quello li con la crestina ti sta sputtanando."
"Che dice?"
"Dice: che due palle sto sfigato lo becco ovunque, è inguardabile"
"Uh, gustoso. Lasciamo perdere."
"No."
"R, dai andiamo."
Nel frattempo esce il coso e R gentilmente:
"Dai, su, almeno diglielo in faccia".

E qui esce la vera natura delle persone.

"Eh, ma io cos'ho detto? T'ho detto qualcosa?" rivolgendosi a me
"Non ho detto niente io". poi parte col monologo:
"Ma cosa vuoi, chi sei? Neanche mi ricordo io di te. Ti ricordi di me? Ma allora hai una mente sopraffina, io non mi ricordo. Ma vaffanculo che cazzo vuoi blablabla se te lo dico in faccia cosa mi fai blablabla insulti vari."

Io rimango stupito da cos'ho di fronte, ho visto cani più intelligenti, seriamente. Insisto con R per lasciar perdere, ma arrivano circa 15 cosi tutti uguali in difesa sua e R, che è alto come me ma grosso circa due volte e mezzo, non è per niente intimidito. Litiga, fa abbassare la cresta al coso mentre io parlo con i suoi amici invitandoli gentilmente a prendersi cura di lui e fargli capire che deve crescere, in tutti i sensi.
Ok, mi dico. Chiudiamo qui. Gli ricordo che prendersela con uno perchè ha lasciato la giacca prima di te è ridicolo e di bere meno. Alziamo un pò la voce. Poi faccio la scenetta patetica in cui ci diamo la mano e finalmente usciamo da sto cazzo di bagno.
Un pò innervosito cerco di riprendermi la serata, finchè finalmente dimentico il triste inconveniente.
Ma non c'è verso. L'esempio del classico italiano mononeurone non molla, ha il testosterone fino nella cresta. Mentre sono al bancone noto un suo simile, un pò più grosso di lui, che mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E lo guardo. Al che mi fa i gesti, per farmi capire che "dopo ti faccio il culo"...

Una inarrestabile, profonda e lacerante tristezza invade completamente il mio corpo fino al midollo.

Stufo marcio prendo R e vado alla ricerca del torello audace. Sparito. Lo vedo mezz'ora dopo che balla con un cesso d'antiquariato. Nessuno mi ha più cagato il cazzo. Ma ormai era tardi.
Per tutto il resto della serata non sono riuscito a togliermi il nervoso di dosso, ne tantomeno la tristezza per l'esistenza sulla terra, nel mio Paese, nella mia città, di queste cose che purtroppo respirano, mangiano, macchina brum brum, ti faccio il culo, scopare, figa. E nient'altro.

Il vuoto totale.
postato da: stupito alle ore 00:59 | link





Commenti
#1    26 Dicembre 2007 - 01:09
 
Già, quanto hai ragione... -divin@-
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#2    26 Dicembre 2007 - 02:30
 
Io ho perso lo stupore per il mondo. Ma tra bianco e nero continuo a preferire il verde. -divin@-
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#3    26 Dicembre 2007 - 03:13
 
forse non è il 'credere di aver già visto' quanto la mancanza del desiderio di vedere.
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