Stupito, finché posso

Forse sono io che sbaglio, ma è così che vedo il mondo

Utente: stupito

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lunedì, 31 dicembre 2007

Pornoesperimento

Dicono le statistiche che le parole più cercate su google sono riguardanti il porno.

Tu, che sei capitato qui cercando una di queste parole:

sesso, figa, cazzo, scopare, tette, seno, amatoriale, amatori, orgia, calendario, nuda, nude, puttana, porno, feticismo, lesbian, lesbiche, bondage, estremo, culo, giovani, gratis, free, immagini, video.

Chiudi immediatamente questa pagina e stammi alla larga. Non voglio un'utenza formata da maschi arrapati.

Io tengo d'occhio il contatore. Vediamo che succede.
postato da: stupito alle ore 04:47 | link




domenica, 30 dicembre 2007

Ponti, vecchi pazzi e grossi topi

Quando andavo a scuola passavo tutti i giorni sopra il ponte. E quasi tutti i giorni a quell'ora di mattina c'era la Pazza. Con due sacchi della spesa con dentro chili di pane. E buttava giù il pane. Lei arrivava li con un carrettino a traino a due ruote, tirava fuori i sacchi e buttava giù il pane. Poi se ne andava.
Mi sono sempre chiesto del perchè lo facesse.
Poi c'erano ci sono e ci saranno sempre i vecchi che passeggiano, si fermano e guardano giù. Cosa guardino, nessuno lo sa. Forse come mi è stato suggerito ripensano a quando erano piccini e li ci si poteva fare il bagno. E ora ci sono i pesci a tre occhi. Forse perchè il fiume di ogni città ne è un pò l'anima, lo specchio. Ci vedi il clima che fa, se c'è sporcizia, è il giornale naturale locale.
Oggi sono ripassato per quel ponte. La Pazza non c'era più, forse si è stufata di buttare giù il pane. Sarebbe brutto. Ogni città dovrebbe avere una pazza che da il pane ai piccioni, gabbiani, nutrie e grossi topi.
Chi dice che è pazza davvero poi, magari son più pazzo io che faccio questi discorsi. Oggi c'era solo un grande stormo di gabbiani che riposavano sopra una lastra di ghiaccio. Cosa ci facciano i gabbiani in mezzo all'Emilia Romagna non lo sanno nemmeno loro. Oggi ho scoperto che alla fin fine guardare giù dal ponte non c'è un cazzo da vedere. Ma è anche vero che forse ognuno ci vede quello che vuole, migliaia di sguardi si posano sul corso d'acqua. E lui nemmeno sa di essere osservato, lui vuole solo arrivare al mare. Ed è come se tutti un pò lo invidiassero, presi dai problemi quotidiani. Lui scorre, non deve fare altro.
Oggi anchio avrei avuto voglia di sentirmi così. Sapere di arrivare al mio mare scorrendo dolcemente, ignaro degli sguardi altrui e dei problemi del mondo, senza mai guardarmi indietro.
La prossima volta che vedo la Pazza le chiedo cosa ne pensa.
postato da: stupito alle ore 02:51 | link




venerdì, 28 dicembre 2007

Repubblica mangia la merda

Colpo di genio del blogger "Bucknasty":

http://www.7yearwinter.com/2007/12/luttazzi-amico-del-loal/

Questa me l'ero persa. E pure il suo blog, che merita.
postato da: stupito alle ore 01:06 | link




mercoledì, 26 dicembre 2007

Ti faccio il culo

La sera prima della vigilia. Tra amici si va in un locale in centro, c'è pieno e sembra una serata promettente. Scendiamo gli scalini che portano giù, è al piano di sotto. Il guardaroba è pieno. E' un locale piccolo, bancone del bar lungo, due palchi, c'è la musica e chiude presto. Di solito si va li prima di andare in discoteca. La guardarobaia, guardarobista, guardarobiera, la ragazza addetta al guardaroba non ne vuole sapere, non ha neanche un chiodo, una sedia, un lavandino dove mettere la mia giacca. Faccio un giro poi torno.
Botta di culo, uno va via. Appoggio la giacca per sostituirla alla sua e sento bestemmie e imprecazioni da un punto indefinito alla mia destra. Mi volto e non c'è nessuno. Guardo giù e vedo un piercing con attorno un babbeo, completamente ubriaco, che ce l'ha con me e la ragazza addetta al guardaroba. Perchè lui era "la quarta volta che provava a lasciare la giacca". E mi offende.

Tento di calmarlo ma devo desistere, è decerebrato. Lo ignoro.
Riprendo la mia serata e dopo un pò usciamo per andare in discoteca. Anche li si è concentrata parecchia gente, ci sono altri miei amici. La serata sta proprio andando bene.
Mi scappa la pipì, vado in bagno. Entro nell'antibagno, aspetto il mio turno e mi chiudo al cesso per pisciare. Dopo qualche secondo sento bussare energicamente. Mi si blocca il getto. Impreco tra me e me. Mi concentro, riprendo a pisciare (ne avevo un bel pò) e ribussano più energicamente. Mi si riblocca il getto. Impreco ad alta voce. Finisco di pisciare, esco dalla porta e urlo esasperato:

"Avanti!"

Davanti a me nessuno.
Guardo giù e vedo una crestina ridicola con sotto un piercing con attorno un idiota, più che completamente ubriaco, che guardandomi storto passa oltre ed entra nel cesso.
Nel bagno c'erano due miei amici e qualche suo collega di creste e piercing. R mi prende da parte e mi dice:

"Quello li con la crestina ti sta sputtanando."
"Che dice?"
"Dice: che due palle sto sfigato lo becco ovunque, è inguardabile"
"Uh, gustoso. Lasciamo perdere."
"No."
"R, dai andiamo."
Nel frattempo esce il coso e R gentilmente:
"Dai, su, almeno diglielo in faccia".

E qui esce la vera natura delle persone.

"Eh, ma io cos'ho detto? T'ho detto qualcosa?" rivolgendosi a me
"Non ho detto niente io". poi parte col monologo:
"Ma cosa vuoi, chi sei? Neanche mi ricordo io di te. Ti ricordi di me? Ma allora hai una mente sopraffina, io non mi ricordo. Ma vaffanculo che cazzo vuoi blablabla se te lo dico in faccia cosa mi fai blablabla insulti vari."

Io rimango stupito da cos'ho di fronte, ho visto cani più intelligenti, seriamente. Insisto con R per lasciar perdere, ma arrivano circa 15 cosi tutti uguali in difesa sua e R, che è alto come me ma grosso circa due volte e mezzo, non è per niente intimidito. Litiga, fa abbassare la cresta al coso mentre io parlo con i suoi amici invitandoli gentilmente a prendersi cura di lui e fargli capire che deve crescere, in tutti i sensi.
Ok, mi dico. Chiudiamo qui. Gli ricordo che prendersela con uno perchè ha lasciato la giacca prima di te è ridicolo e di bere meno. Alziamo un pò la voce. Poi faccio la scenetta patetica in cui ci diamo la mano e finalmente usciamo da sto cazzo di bagno.
Un pò innervosito cerco di riprendermi la serata, finchè finalmente dimentico il triste inconveniente.
Ma non c'è verso. L'esempio del classico italiano mononeurone non molla, ha il testosterone fino nella cresta. Mentre sono al bancone noto un suo simile, un pò più grosso di lui, che mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E lo guardo. Al che mi fa i gesti, per farmi capire che "dopo ti faccio il culo"...

Una inarrestabile, profonda e lacerante tristezza invade completamente il mio corpo fino al midollo.

Stufo marcio prendo R e vado alla ricerca del torello audace. Sparito. Lo vedo mezz'ora dopo che balla con un cesso d'antiquariato. Nessuno mi ha più cagato il cazzo. Ma ormai era tardi.
Per tutto il resto della serata non sono riuscito a togliermi il nervoso di dosso, ne tantomeno la tristezza per l'esistenza sulla terra, nel mio Paese, nella mia città, di queste cose che purtroppo respirano, mangiano, macchina brum brum, ti faccio il culo, scopare, figa. E nient'altro.

Il vuoto totale.
postato da: stupito alle ore 00:59 | link




martedì, 25 dicembre 2007

Buon Natale

Il blog Stupito festeggia il suo primo Natale. Auguri di cuore.
postato da: stupito alle ore 03:16 | link




martedì, 18 dicembre 2007

Come diventare il suo cane

Ci sono persone che sanno vedere le cose da una prospettiva tutt'altro che banale. Persone che non hanno ancora perso il piacevole vizio di rimanere sorpresi.

Qui un esempio di lusso:

Come diventare il mio cane

Qualcuno sul castello lo ha segnalato qualche tempo fa. Dedico un post a questa cosa perchè sono convinto che meriti. Buona lettura.
postato da: stupito alle ore 03:58 | link




lunedì, 17 dicembre 2007

Io, me e il blog.

Ogni tanto, la mente vaga. Stavo pensando, girando per i link così a caso, sui motivi che spingono la gente a tenere un blog.

E dando una letta in giro, le parole più ripetute nel blog "medio" sono: io, me, mi, mio, mia, miei.

Beh, mi direte voi, è ovvio, dato che su un blog uno ci scrive cose che riguardano se stesso. Niente di male, la mia era solo una riflessione. Ma tenendo un blog si da solo sfogo al proprio bisogno di protagonismo sperando di avere tanti lettori? Fino a che punto si ha davvero qualcosa da dire?

Io personalmente tengo questo blog per avere memoria in futuro di quello che ora ho da dire. Questo non è un diario. Qui dico quello che voglio dire, quello che mi stupisce, quello che mi va di diffondere. E in futuro mi voglio rivedere, magari con un filo di vergogna in corpo per il sapore acerbo dei miei pensieri. Sicuramente con un pò di malinconia per il ricordo di questi anni. Ecco, questo è il mio motivo.

E penso ai motivi del blog "medio". E al senso che può avere scrivere semplicemente cosa si è fatto, come ci si sente, cosa si desidera. Voglia di condividere? Ma che cosa? Solitudine? Bisogno di consigli?
Non sto affermando che il mio motivo sia migliore, voglio solo lanciare nell'aria una domanda. Che può essere colta da chi desidera.

In fondo, da come si può vedere dalle parole in neretto, non mi discosto molto dal "blog medio".
postato da: stupito alle ore 04:55 | link




Venerdì

Le lauree, la festa.

Un pò tutto mi scorre davanti, il tempo ha accelerato la sua corsa, come fosse in ritardo per arrivare chissà dove. Rallenta, stronzo.

Avevo voglia di fare un pò lo spettatore, ma sono finito come sempre in mezzo. Meglio così, mi sarei perso un bel pò di divertimento.

Bello vedere distesi e raggianti tre volti di cui ancora non conoscevo quell'espressione. Tre bimbi. Due femminucce e un maschietto ai quali hanno regalato un premio. Hanno fatto i bravi e ora son contenti. Spero di avere anch'io quell'espressione innocente quando sarà il momento.
postato da: stupito alle ore 04:11 | link




mercoledì, 12 dicembre 2007

Questo vuole essere un blog serio, composto e antifancazzismo.





Non glie lo permetterò.
postato da: stupito alle ore 04:27 | link




lunedì, 10 dicembre 2007

L'autobus. Relazioni pericolose.

Oggi ho deciso di uscire e prendere uno di quegli affari grossi con le ruote che portano la gente in centro alla città. Si chiamano "autobus". Andavano di moda un pò di tempo fa, ora non li conosce più nessuno.
Si fa così: ognuno di quei cosi ha un numero attaccato davanti e dietro, tu guardi sulla colonnina (c'è pieno in giro di quelle colonnine) la tabella con quel numero e vedi a che ora arriva e dove va. E' facilissimo e comodo, perchè non devi pensare al parcheggio.
Il mese scorso l'ho preso pure. Solo che quella volta mi ero dimenticato di guardare che percorso faceva e avevo paura di aver sbagliato numero. Quella volta era stata curiosa:

Mi siedo dietro in fondo. Giro la testa verso destra e chiedo al ragazzino che era li seduto:
- Scusa, che percorso fa questo autobus?
Il ragazzino non si muove. Vestiti di marca, brufoli in abbondanza, capelli ingellati. Il classico ragazzino di 15, 16 anni. Armeggia nervoso con il telefonino.
- Scusa, che percorso fa questo autobus? (giuro non ho detto altro)
Il ragazzino gira un occhio, poi si volta di scatto verso di me e dopo aver capito che sto parlando proprio con lui piano piano assume un'espressione sempre più TERRORIZZATA.
E fa:
- Dice a me? (...e a chi che sul bus siamo io, te, un'anziana nel primo posto davanti e l'autista.)
- Si, ma dammi pure del tu ho 22 anni.. (cerco di metterlo a suo agio, dato lo stato confusionale per avergli fatto UNA DOMANDA)
- Eeeeeeee allora praticamente, (sempre con espressione completamente terrorizzata, fiato corto e panico totale) vadritto in viadellasminc.. ...epoi gira eeee.. va drittoperviacavù...    ...poivoltalieinviacrotgirenoconilattroviafarini.
... Completamente allibito desisto e ringrazio, anche se non ho capito una ceppa.
Lui torna al suo telefonino, paonazzo in volto.
Mi alzo e vado a chiedere alla vecchina davanti.
Io a scanso di pericoli dopo aver chiesto alla vecchia mi sono seduto a metà per evitare di creare al ragazzo qualche shock o fobia pericolosa.

Questo episodio mi ha fatto riflettere. E' capitato spesso di rivolgere la parola a ragazzini di 14, 15 anni. La maggior parte non si sa relazionare con la gente più grande, non conosce le forme di educazione principali, non sa instaurare un dialogo.
Il ragazzino che ho incontrato io era perfettamente normale, tant'è che è sceso la fermata prima di me e mentre scendeva lo sentivo parlare fluentemente con qualcuno al telefono. Niente sindromi o problemi mentali a quanto pare. Quando si trattava di rispondermi aveva a tratti la voce mozzata e a tratti urlava. Perchè? Colpa dei genitori? Che è successo ai genitori delle nuove generazioni? Sono tutti minorati mentali? Io credo non si possa attribuire solo ai genitori questo fenomeno. Ci sarà qualche motivazione in più. Telefonini, TV, Internet. Io mi rifiuto di credere che nell'era delle telecomunicazioni non si riesca più a comunicare decentemente nella maniera tradizionale. Parliamo! Di più, soprattutto con i bambini. Fanculo gli sms, d'ora in poi si chiama.
postato da: stupito alle ore 03:18 | link




lunedì, 03 dicembre 2007

Perché?

Sono una persona che chiede spesso perché. Forse troppo, ma non ci posso far niente.

Credo sia una parte del bimbo che è dento ognuno di noi. Lo stupore.

Guardare il mondo con un filo di curiosità, anche se sembra tutto già visto. Questo fa la differenza. E da qui il nome al blog.

3 dicembre 2007, e sono 22 anni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tanti_auguri_a_te


postato da: stupito alle ore 05:00 | link