Stupito, finché posso

Forse sono io che sbaglio, ma è così che vedo il mondo

Utente: stupito

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



visitato *loading* volte
sabato, 02 agosto 2008

Avatar in fuga

Tutti fuggono. Il terrore si esorcizza con scariche potenti di adrenalina. Il cuore pompa, il muscolo si contrae, il sudore cola a fiumi. Eserciti di persone che sembrano avatar fumettosi si guardano negli occhi per non vedere cosa incombe, si fanno largo usando ogni mezzo, si calpestano frenetici. La fuga non ha sosta, qualcuno non ce la fa e incapace di scappare arriva addirittura a uccidersi.

Poi vedi quelli fermi. Guardano la folla con sorriso sarcastico. Fanno due passi, si accendono una sigaretta, conversano. Stanno li, in mezzo al fiume umano che non li sfiora nemmeno, si apre e si richiude subito dopo. E ridono guardando i pennacchi e gli occhialoni volare a destra e a sinistra, le marche stampate su vestiti a brandelli. O semplicemente, si fanno i cazzi loro.

Normali, li chiamano. Infetti ormai da ciò dal quale tutti fuggono terrorizzati.

Pazzi, li chiamano. Parlano strano, ma dicono cose più vere delle pagine del dizionario.

La folla scappa. Ed è paradossale che la verità alla fine capovolga tutto. La folla scappa più normale di un normale. Più pazza di un pazzo. Banale e insipida. E lascia il genio a chi riesce a cogliere l’essenza della semplicità, senza alternativismo costruito e fine a se stesso. Lascia il genio al pazzo, che come un paria viene schivato e deriso. Lui, la cui essenza per se stesso non è altro che “normale”.

Eserciti di avatar costruiti a tavolino, maschere variopinte, armature dei materiali più strani. Fuggono terrorizzati da ciò che vorrebbero essere.

 

postato da: stupito alle ore 03:48 | link




venerdì, 25 aprile 2008

Una cosa importante

Mi spiego. Il senso è che, in due parole, il concetto che devo esprimere può essere sintetizzabile in maniera abbastanza veloce. Ad ogni modo ci si può soffermare nei suoi lati più marginali, per riflettere sulle varie pieghe che il concetto, contestualizzato in varie maniere, può assumere. La cosa importante è non focalizzare solo gli elementi più superficiali ed essere sviati dal succo del discorso, ossia la strada che le parole percorrono in una determinata direzione. Non avrebbe senso e porterebbe il lettore a divagazioni mentali inutili, il quale finirebbe con il rimanere confuso e incapace di distinguere gli elementi più importanti. C’è da distinguere elemento marginale da elemento superficiale. Il primo aiuta nella comprensione, è un dettaglio in più che serve ad avere chiaro il contesto. Il secondo è un dettaglio trascurabile, informazioni che possono essere tralasciate. Il succo di ciò che viene esposto non è da perdere mai di vista. Sembra scontato, ma non è facile, spesso ci si ritrova a leggere intere frasi senza aver chiaro ciò che chi scrive vuole trasmettere, esplicitamente o tra le righe. E si finisce con l’essere convinti di aver capito ciò che si ha appena letto, ma senza in verità aver capito nulla dell’argomento centrale. Distrazione, superficialità o semplice stupidità non permettono di cogliere l’essenza dello scritto. Detto questo non voglio dilungarmi troppo in precisazioni e fioriture e concludo sperando di essere stato abbastanza chiaro.

postato da: stupito alle ore 19:47 | link




domenica, 02 marzo 2008

Gli irriducibili

Li ho incontrati anche stasera. Stanno diventando il mio incubo peggiore.

Ormai ho una certa esperienza nella mia città per quanto riguarda i posti in cui ci si nasconde con l'auto, solitamente in due, solitamente maschio e femmina per fare quelle cose che fa la gente adulta. Capita spesso di dover ricorrere a questa modalità, avendo casa libera molto raramente. Ebbene ormai sono quattro anni circa che incontro gli "irriducibili". Così da me battezzati per la loro immancabile presenza negli infrattatoi comuni. Cominciai a notarli circa quattro anni fa, questo non esclude che già andassero avanti da chissà quanto. Questi due individui stanno tra la quarantina e la cinquantina, a occhio. In tutto questo tempo li ho visti cambiare macchina, li ho incontrati nei luoghi più impensabili, visti per errore avvinghiati in quasi tutte le posizioni conosciute dal genere umano, mi hanno persino senza volere suggerito un paio di trucchi non male. Detta così, sembra che io non faccia altro che infrattarmi o che stia a guardare quello che fanno gli altri sulle loro macchine. No. Il fatto è che loro sono ONNIPRESENTI. Ovunque io decida di andare a nascondermi, una volta su tre loro sono già li. E se ne vanno dopo di me. Gli irriducibili.

Considerato che io sto tra i venti e i trenta, considerato che mi reputo e vengo reputato un discreto "bene durevole" per quanto riguarda le prestazioni in questione, mi chiedo come sia possibile essere stracciati in malo modo da una coppia che sta tra i quaranta e i cinquanta. Io arrivo, me la prendo comoda, ci metto anche le coccole e un paio di sigarette, loro sono ancora li. Il SUV che ondeggia, i vetri perennemente appannati. Tutte le volte i miei occhi lasciano la sagoma di quel macchinone nero con aria di sfida. "La prossima volta te ne vai prima tu, cazzo". Niente. La volta dopo è sempre la stessa storia.

Ma stupefacenti doti a parte, la cosa strana è un'altra. Forse meglio dire la cosa strana non è solo questa. Capita a volte di vedere la seguente scena: io sono tranquillo in dolce compagnia al parcheggio x che chiacchiero, sigaretta, musica, eccetera. Vedo arrivare una macchina che si ferma nel parcheggio, spegne i fari, nessuno scende. Dopo svariati minuti arriva un'altra macchina, si accosta alla prima, lascia il motore acceso. E' il SUV. Dalla Classe A scende la donna, chiude la macchina, sale sul SUV, i due si scelgono il posticino che raggiungono velocemente, e via con le danze. Gli irriducibili. La loro routine mi è chiara mettendo insieme il puzzle di scene viste al parcheggio x, y, z e le restanti lettere dell'alfabeto più tutte le cifre e i caratteri speciali di windows e le scene viste nei relativi infrattatoi. La mia è una città piccola, queste sono le conseguenze.

Già dalla premessa, sapere una coppia di quell'età ciulare in carraia (o camporella, come preferite) fa strano. Uno pensa a una coppia di amanti. Ma quello che finisce con il comporre il bizzarro quadro è la frequenza con la quale la coppia si incontra. Hanno macchine costose. Come diavolo fanno a continuare una relazione a quel modo? Andare in alberghi a ore no? Ma essere scoperti dai relativi coniugi? Stanno lentamente rovinando la mia reputazione. Se mai mi capiterà di avere un problema è un attimo sentirmi dire "quelli la sono due vecchi e ci stanno ancora dando dentro, guarda il tuo giovane amico che ha la metà degli anni loro e già non regge i supplementari". Accadesse questo potrebbero in un attimo passarmi davanti tutte le grottesche scene che sono stato costretto a subire per causa di sguardi involontari, potrebbe salirmi l'embolo fulminante con conseguente scatto d'ira incontrollabile che mi porterebbe a scagliarmi di corsa contro il SUV con crick in mano e aria assassina urlando frasi incomprensibili sull'argomento "vecchi porci dimmerda vi ammazzooooooo". Non sarebbe piacevole, no. Ne per me ne per la cronaca nera.

postato da: stupito alle ore 05:51 | link




lunedì, 18 febbraio 2008

Lesson #2. To go away

Partire. Soli. Non è da tutti, c'è chi non sa stare bene con se stesso, chi ha la necessità di avere costante supporto da parte di chi lo circonda. Il saper stare bene soli è un'arte, è una qualità, è uno strano segreto. Chi dice che la carriera sia l'unica via? La società, un'enorme matassa che cerca di mettere in ordine il groviglio di spaghi che la compone. Le persone, miliardi di spaghi che cercano il loro posto nella matassa. Cercano di farsi largo col machete per trovare un posto agiato, confortevole. Per arrivare dove?

Avere un buon posto, sentirsi realizzati, concetti con cui le persone vengono cresciute. Cose che vengono date per scontate. Partire, soli. Fanculo alla matassa. Scivolare via dal groviglio e guardare da fuori il brulicare frenetico di tutti quei fili affamati di potere, che strisciando inevitabilmente invadono la libertà dei loro simili. Paura del futuro, di cosa sarà, di cosa ne sarà, è un subdolo deterrente.

Partire, soli, Into the wild. E' un bel sogno. E' il mio sogno. E' un bel film. Andate a vederlo.

postato da: stupito alle ore 03:21 | link




venerdì, 15 febbraio 2008

Statistiche

Fantastico. Notizia Ansa: La maggioranza dei britannici crede che Sherlock Holmes sia esistito e che Churchill sia frutto della fantasia. Il 58% è proprio convinto che Sherlock Holmes sia storia vera. Il 23% crede che Churchill (ricordiamolo, fu premier britannico dal ’40 al ’45 e dal ’51 al ’55) sia il protagonista di chissà quali romanzi.

Queste le percentuali significative. Un 3% e un 4% sono altresì convinti che Gandhi e Dickens siano parte della fantasia di qualche scrittore.
Uno rimane allibito. Ma la risposta italiana non poteva farsi attendere. Notizia sul Corriere: Il 60% degli studenti intervistati ignora perchè viene la notte.
Io non so quanto gli addetti ai lavori abbiano puntato sul far notizia imbrattando l’attendibilità dei risultati, ma di certo queste non sono cose sul genere umano che uno vorrebbe sentire.

- Holmes, perchè viene la notte?
- Elementare, Watson.
- ...
- ...
- Elementare cosa?
- Scuola elementare, Watson. Vai a farla.
- Ho capito, ma non mi hai risposto.
- ...
- Allora?
- Chiedilo a Churchill.
- Ma Churchill non esiste.
- Chiedilo a Ghandi.
- Ghandi è il protagonista di un romanzo di Grisham.
- Watson, ho il capogiro, ho un pò di confusione in testa.
- Sdraiati, John.
- Ma io non mi chiamo John.
- ...
- Dammi un'aspirina, Watson.

postato da: stupito alle ore 05:44 | link




giovedì, 14 febbraio 2008

Fenomeno

Ebbene. Ho pianto insieme a te.



Ti ho adorato.

Mi hai tradito.

Sei andato via, ma ti ho capito.

Ma poi mi hai tradito di nuovo. Mi hai infilato due dita nel cuore e le hai rigirate ghignando. Sei andato con loro. Sei andato con il diavolo.



Ti ho odiato.

Mi hai deluso.

E ora piangi di nuovo.



E io ti guardo piangere, con quella maglia strana. Quei colori stonano, fanno impressione. Quelle smorfie di dolore tanto familiari ricordano tempi lontani. Io ho sofferto insieme a te.

Fenomeno, ti chiamavamo. E ora è il diavolo a soffrire con te. Ed è una cosa che non posso tollerare. Quelle lacrime sono nostre, quelle smorfie non le puoi dividere con loro. Vaffanculo, Ronaldo. Non ne fai una giusta.
postato da: stupito alle ore 21:13 | link




Tributo a Chinaski

Questo post è per Chinaski. Lo leggo da qualche tempo, ho trovato finalmente qualcuno che come me usa la fantasia. La usa meglio, ma questo è un altro discorso.

Oggi mentre cenavo mi sono immaginato una probabile conversazione Stupito - Chinaski.

- Ciao chinaski.
- E tu chi sei?
- Sono stupito.
- Di cosa?
- No, è il mio nick, stupito.
- L'avevo capito. Cosa vuoi?
- Mi piace il tuo blog, ti leggo e..
- Lo so. Tutti mi leggono, persino Dio mi ha detto che legge il mio blog.
- Ma tu dici sempre che Dio non esiste.
- Infatti, non esiste.
- E allora come fa a leggere il tuo blog?
- Non lo so, chiedilo a lei.
*Chinaski allunga la mano a mezz'aria e prende una sigaretta immaginaria*
- Lei chi?
- Lei, la Depressione.
*Chinaski indica l'aria alla sua sinistra*
- Fa lo stesso. Senti, dimmi una cosa. La signora Maccellow esiste davvero?
- Si.
- E davvero non hai visto la finale dei mondiali?
- No.
- E hai davvero giocato a scacchi con Gesù?
- Si.
- Ma se Dio non esiste, come fa a esistere Gesù?
- Non lo so chie..
- Chiedilo a lei, si, ho capito.
- ...
- ...
- ...
- Pensa che io la finale dei mondiali l'ho vista in aeroporto. Dovevo andare a prendere una paren...
- Scusa, devo andare.
- ..nte...  ...Ah, ok. Che dire, ci si legge. Cioè, ti leggo. Cioè non che volessi dire che tu n...
- Ciao.
*Chinaski s'incammina*
- Ah, Chinaski?
- Dimmi.
- Mi metti tra i tuoi link?
- No.
- Ok, fa lo stesso, ciao.
*Chinaski prende una sigaretta immaginaria a mezz'aria e rivolto alla sua sinistra, sussurra:*
- Che ti avevo detto? E' pazzo quello, non si tollera.
postato da: stupito alle ore 01:34 | link




mercoledì, 13 febbraio 2008

Lourdes

L'undici febbraio era l'anniversario dell'apparizione della Madonna a Lourdes.

Milioni di persone, di pellegrini. Quest'anno giubilare sono state stimate 10 milioni di persone.

Una tizia nel 1858 racconta di aver sentito le parole "Immacolata Concezione" da una donna fantasma, che è poi sparita nel nulla. Non sa il significato di quelle parole, va da un prete, rivela il fatto. Susseguono altre apparizioni.

Il resto lo sappiamo.

Mi sono fatto un'idea di come possono essere andate le cose.

La ragazza è nel bosco. Sta tornando dopo una visita alla nonnina che abita nella casa di legno, distante pochi chilometri dalla sua dimora. Tutto a un tratto trova un fungo.



Lo coglie, sorpresa per quei bei colori e per il suo buon profumo. Decide di portarlo a sua mamma per farglielo vedere. Nel tragitto verso casa, però, una fame improvvisa la pervade. A pensarci bene non mangiava da molte ore. Si siede per un mancamento e dal cesto fa capolino la testina rossa a pois del bel fungo da lei colto.
Un'idea la prende alla sprovvista. Un'idea che tutto sommato non è male. Spesso ha visto in passato suo padre mangiare funghi crudi, solitamente conditi con del buon olio. Subito titubante, alla fine cede. Prende il bel fungo, lo pulisce, e ne assaggia un pezzetto.
"Non è così male" pensa.
E ne addenta un pezzo più grande. Una volta finito il fungo, riprende la sua camminata verso casa.
"Che strana luce, a quest'ora" pensa.
I colori attorno a lei cominciano a mutare e a scambiarsi allegramente di posto.
"E che rumori, non ne ho mai sentiti di simili" pensa.
Una vecchina, che camminava sullo stesso sentiero della ragazza nel verso opposto, presto si fa vicina.
- Ciao, ragazzina, che fai tutta sola? Sembri pallida, ti senti bene?
- Ciao, Mozart, mi piace molto la tua musica.
- Come? Che hai detto?
- Si lo so, il mio petto. E' dietro, non vedi? Ho la schiena davanti.
- Ma che dici? Ti senti male? Hai bisogno di un dottore?
- Si grazie, ho una fame.
- Dio santo, tu deliri. Vieni con me, si fa sera tra poco.
- Cosa?? Oddio è vero!! Sto andando a fuoco!!
*La ragazzina si rotola per terra cercando di spogliarsi*
- Che fai?!? Dio mio aiutami, perchè ti togli la gonna?
- Mozart, aiutami! Presto! Vado a fuoco!
- Calmati, piccina, te ne prego!
*La ragazzina si alza in piedi*
- Meno male che è arrivato quel pompiere, potevo bruciarmi.
- Senti, piccola, cerca di ascoltarmi. Non stai bene, ti devo portare da un dottore.
- Non m'importa dell'ombelico, però per favore togliti quel gabbiano dalla spalla. Ti sta facendo la pupù addosso.
- Santo dio aiutami tu.
- Non posso, devo tornare a casa da mia mamma.
- Sei posseduta, ragazzina. Che dio possa avere pietà di te!
- Mio zio è morto. Ma tu sei una donna!
*La vecchia prende il rosario e indietreggia impaurita, pregando*
- Che stai dicendo? Perchè diventi trasparente?
- Dio onnipotente... veglia....aiuta...pietà... *parole confuse*
- Sei bellissima, ma stai parlando strano.
- Sto pregando per te, ragazzina! Che dio abbia pietà della tua anima. E che ti salvi. Sei malata, dannazione!
- E cosa perdindirindina vorrebbe dire "Immacolata concezione"?!? Tu sei pazza.
*La ragazzina corre via*

Il resto lo sappiamo.
postato da: stupito alle ore 04:54 | link




martedì, 12 febbraio 2008

Il tonno

Ho un esame domani (che ormai è oggi) alle 14.30.

Sto vagliando alcune ipotesi per cercare di passarlo.

Le ho scartate tutte.

Non mi resta che andare a mangiarmi una scatoletta di tonno.
Aiuta.
Ogni volta che mangio una scatoletta di tonno penso al tonno (fantastico eh?)
Mi spiego. Essendo figlio delle scatolette per me il tonno non è questo:

ma questo:



Per me il tonno è questa deliziosa roba rosa a pezzetti. Quello li sopra è un pesce puzzolente.
Ci ho pensato solo ora. Sono quelle infantili convinzioni che rimangono in età adulta, come tante altre tipo "diventi cieco se ti masturbi", "dio esiste", "se lasci la scheda telefonica sul televisore si ricarica".
Ma se analizzo la cosa immagino pescatori che buttano enormi reti e tirano su tonnellate di tonno (e quintali di quinto?). Mi immagino la lavorazione del tonno. Nulla. E' già pronto. Lo pressano nelle scatolette e via nei supermercati.
Beh, io quando mangio il tonno provo tristezza per lui. E mi sento meglio. Lo compatisco, costretto a starsene rinchiuso in quella scatoletta per chissà quanto tempo, aspettando solo di essere mangiato.
E il supplizio più terribile deve essere il supermercato. Buio assoluto e rumori. Tanti oscuri rumori.

*sdeng bleng fruusshhh tac*
*tac tac
tac tac*
- A posto?
- Si il reparto tonno è sistemato.
- ...
- Dlin dlonn ragazzi apriamo tra quattro minuti
- ...
*musichetta in sottofondo, rumori di persone, passi e carrelli*
- Amedeo? Vieni qui. Dov'è Odoacre? Vallo a chiamare e statemi vicino che vi perdo. Dov'è il tonno? Eccolo.
*tackle........SPAPA PA
PAAPAM*
- Andiamo al reparto vini.
*rumblerumblerumblerumblerumble...*
- Caro, scegli il vino.
- Dlin dlonn Maurizio in cassa due, prego Maurizio in cassa due
- Cara, prendiamo questo?
- Quanto costa?
- E' buono, sai? Abbinabile con carni, soprattutto grigliate, delizioso abbinamento a salsiccia e senape.
- Quanto costa?
- Ha 12 gradi e mezzo, è rosso rubino..
- Quanto costa?
- Ok, prendo il Tavernello.
- IIiaaaaaaaaa (strillo di bambino)
*sciaff* (schiaffo sonoro)
- Allora Odoacre stai buono si o no?! Tesoro vai a prendere la maionese e lo shampoo, io penso alla carne.
- Ok.
*rumblerumblerumblerumblerumble..*
- Numero 32
- E' il mio. Odoacre dammi il numeretto. Allora, sei etti di crudo, otto etti di cotto, un pollo, un chilo di macinato, dodici mozzarelle e un chilo di quel fritto misto. Ah, quattro etti di mortadella senza pistacchio. Sa, stasera siamo in cinque a cena. Odoacre, vai a prendere un paio di salami.
- Cara, ho preso la maionese e lo shampoo.
- Quanto costa?
- Ho preso i soliti.
- Cos'è QUELLO?
- Cosa?
*Frushshfrush*
- Questo.
- E' schiuma da barba, tesoro.
- Quanto costa?
- Non lo so, ho preso quella del supermercato, la meno cara.
- Valla a riportare.
- Ma tu le creme..
- VALLA A RIPORTARE. Ti rasi a secco. Io le creme sono donna, ne ho bisogno. Signorina, le ho detto mortadella senza pistacchio.
- Mamma, ho preso i salami.
- Quanto costa?
- Tieni, leggi.
- Va bene, mettili nel carrello. Signorina, non faccia la furba. Ho detto quattro etti, quelli sono di più.
- Sono 4,05 che faccio lascio?
- Se volevo quattro etti e un pò, le chiedevo quattro etti e un pò.
- Scusi, si può sbrigare signora? La stanno servendo da venti minuti.
- Stia in coda lei, ho preso il numeretto io.
- Così?
- Ecco, brava signorina. Quattro etti tondi. Dia qua.
- Altro?
- Avrei finito, ma il signore qui mi ha ricordato che ora è IL MIO TURNO, prendo sei chili di pane. Misto, faccia lei.
- Cara, ho riportato la schiuma. Ho preso la carta igienica.
- Quanto costa?
- Non ricordo, ma poco.
- Riportala. Prendi quella più ruvida.
- Ma quella è carta vetrata, ho le emorroidi, tesoro, lo sai.
- Usi il bidet. Riportala.
- Ecco a lei signora.
- Grazie, signorina. Ora tocca a lei signore, ha visto? Andiamo Amedeo. Dov'è Odoacre?
- Davanti alle patatine.
- ODOACREEEEEEEEE VIENI QUI!
- Andiamo alla cassa.
*rumblerumblerumblerumblerumblerumblerumble...*
- ...
*frushhhfsrfrushfrushfhfhrushh tac*
*blip, blip, blip, blip,... blip, blip,... blip, BLIP rotolrumbleTAC*
- Sono 148 e ottantatrè.
- Cosa?!
- Sono 148 e ottantatrè.
- Ma è un furto.
- Signora, è il conto, e i prezzi sono esposti.
- Amedeo, vai a riportare il tonno.


Dopo questa stremante avventura, mi immagino cosa possa pensare il povero tonno. Lui che viene dai mari liberi. Dagli spazi aperti, libero di galleggiare nella sua adorata poltiglia. Abituato al dondolio delle onde, a farsi portare dalle correnti. Il mare, l'oceano. Uno spazio immenso. Completamente silenzioso.
Sono sicuro che se avesse le vene, se le strapperebbe a morsi. Se avesse i denti. Se potesse muoversi.

Vado a mettere fine alle sue sofferenze. E dopo starò meglio. Molto, molto meglio.
postato da: stupito alle ore 06:20 | link




lunedì, 11 febbraio 2008

Tektonik

Dalla Francia con furore. Colori fluo, abbigliamento appariscente molto anni '80. Una novità. Da qualche tempo si fa (letteralmente) "strada" un nuovo (letteralmente) "movimento". Si narra che un tizio si riprese in garage probabilmente dopo aver cenato pesante. Forse credeva fosse risotto ai porcini. Forse ha sbagliato fungaiolo. Forse NON ha sbagliato fungaiolo.

Sta di fatto che grazie a internet mostrò al mondo le sue peripezie da garage. E ne è saltato fuori un nuovo stile, un nuovo modo di ballare, di parlare. Danze da strada.





Il movimento assimila musica Techno e brani di artisti francesi. Il tutto mi ha spiazzato. Vedere questi ragazzi liberare proiezioni mentali sul corpo, lasciare che gli arti esprimano senza limitazione fantasia, estro, creatività è affascinante.

Il risultato fa un pò a pugni con quello che sono abituato a vedere, a volte scade nel ridicolo ma nello stesso tempo ammalia. Fatte le dovute distinzioni tra chi adotta lo stile come posa per essere "avanti", chi ha naturali impedimenti alla coordinazione, chi deve sfogarsi dopo troppe vodka-redbull e chi invece fa di questo un'arte, non disdegno in toto quello che probabilmente invaderà pian piano la realtà degli adolescenti nel prossimo futuro.

Dopo anni di ressa da discoteca, da "chi muove le mani è uno sfigato", da balli sardineschi e serate a dondolare il peso dalla gamba sinistra a quella destra e dalla destra alla sinistra, esplode la frenesia delle braccia, il saltare ritmato, tutto assolutamente e rigorosamente "stiloso". Di certo non è un movimento in cui posso rivedermi, di certo a primo impatto stona. Forse neanche prenderà piede, ma in ogni caso moderatamente apprezzo.

La vodka-redbull sicuramente mi potrebbe servire, nel caso io decidessi goffamente di cimentarmi con la Tektonik (accento sull'ultima i, è francese, caprone) e senza ombra di dubbio un mio ipotetico approccio sarebbe non molto diverso da quello del signore col giornale.


postato da: stupito alle ore 04:53 | link




domenica, 10 febbraio 2008

L'oroscopo

Ieri guardavo distrattamente la televisione e c'era l'ormai noto Fox che diceva straordinarie cose su di me. Sono sagittario. L'astrologia è una faccenda a cui non ho mai dato peso. Sono incuriosito, vediamo cosa mi riserva il 2008.

Vado su Google e scrivo "oroscopo".

Apro il primo link e clicco sul mio segno.

Il 2008 vedra' voi del Sagittario come segno particolarmente avvantaggiato, nel mondo degli affetti.

Che bello! Sembra promettente.

Il segreto sara' nella grande sensualita' che vi investe, e che sara' visibilissima dall'esterno, a partire dal mese di Aprile, quando Lilith entrera' nel vostro segno, rendendovi straordinariamente sensuali.

Quindi il segreto è nella mia sensualità. E in Aprile arriva Lilith.

1/4/08 ore 8:00

*Dlin dlon*
scendo in mutande e apro la porta
- Ciao sono Lilith, sono qui per investirti di sensualità, fammi entrare.
- Si bel pesce d'aprile, fuori dai coglioni.
*slam*

Questa bella notizia aiutera' le relazioni interpersonali sia di chi e' a caccia di un partner, sia di chi il partner lo ha gia' e vorrebbe con lui, o con lei, momenti piu' divertenti di quelli passati l'anno scorso.

- Senti ma l'anno scorso con me, ti sei annoiata?
- Ma che domanda è?
- No così, ma rispondi. Ti sei annoiata?
- Ma figurati, no, cioè.. cosa vuol dire? Ci siamo divertiti insieme no?
- Si infatti..
- Ma non capisco perchè me lo chiedi.
- Quest'anno sarà diverso.
- Cosa vuoi dire?
- Sarò più sensuale e ci divertiremo molto di più dell'anno scorso.
- Sensuale? Ci divertiremo di più? Ma quindi tu l'anno scorso ti sei annoiato?
- Ma no, assolutamente.
- ...
- ...
- Si, si stai cercando di dirmi che mi devo dare una mossa eh?
- No, bimba davvero io non..
- Ti sei annoiato è così, sono noiosa!!
*si mette a piangere*
- No, non fare così dai, sarò più sensuale, cioè, ci divertire..
*slam*

Chi cerca una nuova compagnia, non avra' grosse difficolta', perche' dal modo di muoversi, dalle parole, e perfino dall'odore, trasparira' una grandissima capacita' di attrarre le persone che attraggono voi!


Da aprile diventerò una grossa calamita odorosa. Interessante.

1/4/08 ore 8:06

*Dlin Dlonn*
riscendo in mutande a riaprire la porta
- Ciao sono Lilith
*slam*
*dlin dlon, toc toc*
- Cosa vuoi.
*spryyyyyyyyyy*
*cough cough coaarrghhh*
- Ma cosa cazzo mi hai spruzzato?!?
- Da oggi con questo fantastico prodotto avrai una grandissima capacità di attrarre le persone che ti attraggono!!!!11! Costa solo ventinove euro e novantanove, quante confezioni vuoi?
- ...
*slam*

La vostra forma fisica sara', nel 2008, quasi sempre buona e si estendera' a un aspetto chiaramente in salute e assolutamente gradevole all'occhio.
Voi del Sagittario conoscete l'importanza dello sport e non ve lo farete mancare.
Attenzione, pero', a scegliere i periodi giusti, per cominciare una nuova attivita', oppure per darci dentro in maniera particolare nell'attivita' solita!


Forse da quest'anno comincerò ad andare a piedi a prendere le sigarette. Ma devo scegliere il periodo giusto.

I primi due mesi dell'anno, con Marte in opposizione, non vanno molto bene, se volete fare qualcosa di particolarmente impegnativo.
Sara' bene rilassarsi.

Ah. Cazzo mollo tutto, ho tre esami da dare e un lavoro. Forse è meglio stare in casa. Si, meglio stare in casa. Poi c'è anche il fatto che se comincio a fare cento metri a piedi tutti i giorni per comprare le sigarette rischio di scolpire la silhouette "culo piatto da sedia" e questo non va assolutamente bene.

Ci sara', poi, un crescendo, che vi permettera' di essere sempre piu' attivi e di mostrare, alla fine dell'anno, una forma fisica e un aspetto esteriore quasi perfetti!

!


Ora che mi sono fatto un'idea dell'anno 2008, sono incuriosito anche dagli altri segni. Ne apro uno a caso, scorpione, mio fratello.

Voi dello Scorpione siete molto sensuali, come tutti sanno, e questa caratteristica non vi abbandonera', durante il 2008.

Ah. Pure mio fratello. Beh, del resto mamma c'ha fatto così, che ci vuoi fare.

Soprattutto nei primi mesi dell'anno, quando Lilith sara' ancora dalla vostra, avrete la capacita' di colpire tutti con un sex appeal straordinario, che sara' visibile in ogni vostro movimento, piu' che nelle vostre parole.

- Pronto?
- Sono io, senti stai attento. C'è una pazza che gira per i condomini e spruzza della roba al merluzzo, guarda sono sei ore che mi lavo non riesco a mandare via la puzza.
- Eh?
- Se ti suona il campanello una certa Lilith, sputale in faccia da parte mia.

I mesi successivi dell'anno, sopratutto quelli autunnali, saranno invece favorevoli anche per le persone che hanno gia' una relazione e vorrebbero vederla crescere e farsi piu' interessante.

Vallo dire a mio fratello e ti spezza un braccio.

Giove vi e' amico tutto l'anno.

Meglio non litigare più col fratellone. Sia mai che mi ritrovo una saetta nel culo.

E, nei primi mesi del 2008, c'e' ancora Lilith che, fra le lenzuola, vi fa apparire amanti perfetti, che piacerebbero a chiunque!

- Pronto?
- Sei un bastardo.
- Perchè?
- Ho scoperto il tuo giochetto del cazzo.
- Ma cosa dici?
- Te la scopi eh? Ti scopi Lilith e poi me la mandi a farmi gli scherzetti di prima mattina! Bel pesce d'aprile, complimenti. Puzzo come una capra caduta in una fogna e ho un colloquio tra un'ora. Fottiti.
- Ma io non..
- Vaffanculo te e la tua troia.
*slam*
postato da: stupito alle ore 01:54 | link




mercoledì, 06 febbraio 2008

Emoticon

Splinder ha le emoticon.

Me ne accorgo solo adesso.

Ma sono bellissime!

Che belle le emoticon trasmettono espressività. Sono stupende, grazie Splinder. Mi hai fatto un regalo fantastico!!1!

Che bellezza che colori  che varietà! !!!1111!!11
postato da: stupito alle ore 06:04 | link




martedì, 05 febbraio 2008

Punti di vista

L'apparenza inganna. No, non sto parlando del travone del Grande Fratello (scoppi lui, le tette della Marcuzzi e la trasmissione intera) e neanche dell'età biologica di Moira Orfei.
Ho come l'impressione di avere intorno tante piccole maschere, di vetro opaco. Nascondono le espressioni di chi le porta, i difetti, le smorfie naturali che trasmettono trasparenza, i pregi di cui ci si vergogna non si sa bene perchè. Proiettili all'empatia, sparati a raffica. Maschere tutte uguali, conformi a uno stato d'essere che viene fuori da modelli di superficialità. E' un meccanismo perverso. Si perchè stare circondati da maschere, si sta a disagio. Si sente il bisogno di far cessare quel "essere visti senza poter guardare", quella sensazione sgradevole. Ed ecco che dalla tasca esce una lucida, splendente maschera di vetro opaco. Ora si può tirare un sospiro di sollievo, niente è più inquietante, niente più spaventa. Ora si sta dietro, si può guardare senza essere visti, si può giudicare nascosti al sicuro. Perchè esporsi del resto?


- Chi è quel pazzo che gira senza maschera? Un folle, sarà deriso. Verrà emarginato e beffato da tutti.

- Qualcuno glie ne porga una, presto! Qualcuno gli spieghi.

- Tu, vieni qui. Kosa kazzo fai senza maskera?

- Ci vedo meglio senza.

- Ke kosa?

- E' tutto più nitido, senza quel vetro opaco davanti.

- Auhauhuahuhaa ma tu sei koglione, ma ti vedi? Ahuahuaauhauaha

- Cos'ho di strano?

- Ti vesti come mio nonno ahauhha e quei kapelli lunghi ke kazzo di taglio old prcpttn!!

- Hai ragione.

- Eccerto ke ho raggione.

- Già, quelli con la maschera hanno sempre ragione. Io non la metto sai? Non m'importa cosa pensi, cosa pensate, piccole testine di cazzo tutte uguali: rosa, lucide, scappellate nello stesso modo. Il fatto che voi non capiate cosa sia il dialogo, il confronto, la reciproca stima e che abbiate il bisogno di uniformarvi, di giudicare da dietro il vetro senza mettere sulla piazza la vostra essenza, è una cosa che fa rabbrividire. Continuate a seguire i modelli che vi vengono propinati come mangime alle galline, continuate a nascondervi nella mediocrità. Siete l'ingranaggio della ruota della fortuna, la moneta che raspa il grattaevinci, l'errore ortografico sul curriculum, l'sms che vota i personaggi tv. Siete il condotto fognario occluso che sommerge di stronzi la città.

- ...

- Esatto.
postato da: stupito alle ore 07:03 | link




mercoledì, 30 gennaio 2008

Lesson #1. To talk

Ci sono persone capaci di parlare per ore di assoluto, infinito e perfetto nulla. Si lasciano trasportare dall'onda della logorrea, come in preda a un problema che suona simile. Un'onda che invece di farli schiantare su qualche scoglio per aver fatto perdere tempo agli interlocutori, li adagia dolcemente su una spiaggia nella quale ogni granello di sabbia è un complimento. Elargito da persone fatte di assoluto, infinito e perfetto nulla.
postato da: stupito alle ore 03:25 | link




venerdì, 25 gennaio 2008

Facciamo un gioco?

No, non c'ho voglia.

Dai è divertente.

C'è striscia e poi comincia la partita.

Dai, non sei curioso di sapere che gioco è?

No.

E' così divertente..

Uffaa, dai che gioco è?

Si chiama "occhio al palo", ci hai mai giocato?

No. Come funziona?

Ti divertirai vedrai. E' semplice, io faccio il politico e tu devi stare attento a non prenderlo nel culo. Iniz..

Oddio che figa la Satta, guardala è pazzesca! Mamma mia.. Dicevi?

Niente, ti stavo spiegando le regole..

Vabè le capisco da solo, dai tu comincia a giocare, che intanto mi vedo l'inter.

postato da: stupito alle ore 04:21 | link




venerdì, 18 gennaio 2008

Meno cinque

Meno cinque. Il pennarello rosso sul calendario pallido balza all'occhio immediatamente. E' il 6, tra meno di una settimana la partenza. Ogni giorno, a ogni passata di pennarello sopra quei numeri scuri, un sussulto. Una cifra in più, un colpo più forte. Come una turbolenza in aereo, un salto di quota. Vuoti d'aria.
Meno cinque. L'orologio con il suo ticchettìo regolare sembra cinico, senza pietà. Non è colpa sua, lui è solo uno strumento a servizio del Tempo.
Ma su qualche cosa la tensione deve essere sfogata. L'uomo lancia violentemente l'orologio contro il muro, il quadro si sfonda. L'uomo respira, si riprende, poi apre un cassetto, tira fuori un altro orologio identico al primo e lo guarda. Meno cinque ore alla partenza. Lascia l'albergo e si dirige all'aeroporto.
Meno cinque. L'uomo è nervoso, pochi minuti all'imbarco. Alle spalle una vita destinata a un obiettivo, davanti a se un bivio. Ma non c'è decisione da prendere, quella c'è già stata. Lo sguardo è fermo e lucido.
Meno cinque. Meno quattro. Meno tre. Meno due. Meno uno. Il segnale. Un coltello affiora dalla tasca, la hostess impallidisce. Ancora pochi minuti e l'aereo è dirottato.
"Fottuti americani, oggi è il mio giorno. Allah è grande".
Meno cinquemila persone dal conto dei vivi. E altre cinquemila. E altre cinquemila...
Il Tempo non ha pietà, salviamo almeno gli orologi.
postato da: stupito alle ore 22:56 | link




domenica, 06 gennaio 2008

Nuovo libro della star americana

postato da: stupito alle ore 04:05 | link




sabato, 05 gennaio 2008

Ammazza la madre dopo un delirio forummistico

Su repubblica questo articolo racconta di un ragazzo che uccide la madre, forse addirittura dopo un tentato stupro.

Il documento scritto dal ragazzo, citato dal giornale, altro non è che uno sfogo delirante su un forum.

Intitolato Apologia di un delirio di onnipotenza il thread è un ammasso di parole, uno sfogo che ha come fine solo se stesso. Parla anche di uccidere il padre. I ragazzi del forum in questione l'hanno presa alla leggera. Poche ore dopo, il delitto.
postato da: stupito alle ore 02:51 | link




lunedì, 31 dicembre 2007

Pornoesperimento

Dicono le statistiche che le parole più cercate su google sono riguardanti il porno.

Tu, che sei capitato qui cercando una di queste parole:

sesso, figa, cazzo, scopare, tette, seno, amatoriale, amatori, orgia, calendario, nuda, nude, puttana, porno, feticismo, lesbian, lesbiche, bondage, estremo, culo, giovani, gratis, free, immagini, video.

Chiudi immediatamente questa pagina e stammi alla larga. Non voglio un'utenza formata da maschi arrapati.

Io tengo d'occhio il contatore. Vediamo che succede.
postato da: stupito alle ore 04:47 | link




domenica, 30 dicembre 2007

Ponti, vecchi pazzi e grossi topi

Quando andavo a scuola passavo tutti i giorni sopra il ponte. E quasi tutti i giorni a quell'ora di mattina c'era la Pazza. Con due sacchi della spesa con dentro chili di pane. E buttava giù il pane. Lei arrivava li con un carrettino a traino a due ruote, tirava fuori i sacchi e buttava giù il pane. Poi se ne andava.
Mi sono sempre chiesto del perchè lo facesse.
Poi c'erano ci sono e ci saranno sempre i vecchi che passeggiano, si fermano e guardano giù. Cosa guardino, nessuno lo sa. Forse come mi è stato suggerito ripensano a quando erano piccini e li ci si poteva fare il bagno. E ora ci sono i pesci a tre occhi. Forse perchè il fiume di ogni città ne è un pò l'anima, lo specchio. Ci vedi il clima che fa, se c'è sporcizia, è il giornale naturale locale.
Oggi sono ripassato per quel ponte. La Pazza non c'era più, forse si è stufata di buttare giù il pane. Sarebbe brutto. Ogni città dovrebbe avere una pazza che da il pane ai piccioni, gabbiani, nutrie e grossi topi.
Chi dice che è pazza davvero poi, magari son più pazzo io che faccio questi discorsi. Oggi c'era solo un grande stormo di gabbiani che riposavano sopra una lastra di ghiaccio. Cosa ci facciano i gabbiani in mezzo all'Emilia Romagna non lo sanno nemmeno loro. Oggi ho scoperto che alla fin fine guardare giù dal ponte non c'è un cazzo da vedere. Ma è anche vero che forse ognuno ci vede quello che vuole, migliaia di sguardi si posano sul corso d'acqua. E lui nemmeno sa di essere osservato, lui vuole solo arrivare al mare. Ed è come se tutti un pò lo invidiassero, presi dai problemi quotidiani. Lui scorre, non deve fare altro.
Oggi anchio avrei avuto voglia di sentirmi così. Sapere di arrivare al mio mare scorrendo dolcemente, ignaro degli sguardi altrui e dei problemi del mondo, senza mai guardarmi indietro.
La prossima volta che vedo la Pazza le chiedo cosa ne pensa.
postato da: stupito alle ore 02:51 | link




venerdì, 28 dicembre 2007

Repubblica mangia la merda

Colpo di genio del blogger "Bucknasty":

http://www.7yearwinter.com/2007/12/luttazzi-amico-del-loal/

Questa me l'ero persa. E pure il suo blog, che merita.
postato da: stupito alle ore 01:06 | link




mercoledì, 26 dicembre 2007

Ti faccio il culo

La sera prima della vigilia. Tra amici si va in un locale in centro, c'è pieno e sembra una serata promettente. Scendiamo gli scalini che portano giù, è al piano di sotto. Il guardaroba è pieno. E' un locale piccolo, bancone del bar lungo, due palchi, c'è la musica e chiude presto. Di solito si va li prima di andare in discoteca. La guardarobaia, guardarobista, guardarobiera, la ragazza addetta al guardaroba non ne vuole sapere, non ha neanche un chiodo, una sedia, un lavandino dove mettere la mia giacca. Faccio un giro poi torno.
Botta di culo, uno va via. Appoggio la giacca per sostituirla alla sua e sento bestemmie e imprecazioni da un punto indefinito alla mia destra. Mi volto e non c'è nessuno. Guardo giù e vedo un piercing con attorno un babbeo, completamente ubriaco, che ce l'ha con me e la ragazza addetta al guardaroba. Perchè lui era "la quarta volta che provava a lasciare la giacca". E mi offende.

Tento di calmarlo ma devo desistere, è decerebrato. Lo ignoro.
Riprendo la mia serata e dopo un pò usciamo per andare in discoteca. Anche li si è concentrata parecchia gente, ci sono altri miei amici. La serata sta proprio andando bene.
Mi scappa la pipì, vado in bagno. Entro nell'antibagno, aspetto il mio turno e mi chiudo al cesso per pisciare. Dopo qualche secondo sento bussare energicamente. Mi si blocca il getto. Impreco tra me e me. Mi concentro, riprendo a pisciare (ne avevo un bel pò) e ribussano più energicamente. Mi si riblocca il getto. Impreco ad alta voce. Finisco di pisciare, esco dalla porta e urlo esasperato:

"Avanti!"

Davanti a me nessuno.
Guardo giù e vedo una crestina ridicola con sotto un piercing con attorno un idiota, più che completamente ubriaco, che guardandomi storto passa oltre ed entra nel cesso.
Nel bagno c'erano due miei amici e qualche suo collega di creste e piercing. R mi prende da parte e mi dice:

"Quello li con la crestina ti sta sputtanando."
"Che dice?"
"Dice: che due palle sto sfigato lo becco ovunque, è inguardabile"
"Uh, gustoso. Lasciamo perdere."
"No."
"R, dai andiamo."
Nel frattempo esce il coso e R gentilmente:
"Dai, su, almeno diglielo in faccia".

E qui esce la vera natura delle persone.

"Eh, ma io cos'ho detto? T'ho detto qualcosa?" rivolgendosi a me
"Non ho detto niente io". poi parte col monologo:
"Ma cosa vuoi, chi sei? Neanche mi ricordo io di te. Ti ricordi di me? Ma allora hai una mente sopraffina, io non mi ricordo. Ma vaffanculo che cazzo vuoi blablabla se te lo dico in faccia cosa mi fai blablabla insulti vari."

Io rimango stupito da cos'ho di fronte, ho visto cani più intelligenti, seriamente. Insisto con R per lasciar perdere, ma arrivano circa 15 cosi tutti uguali in difesa sua e R, che è alto come me ma grosso circa due volte e mezzo, non è per niente intimidito. Litiga, fa abbassare la cresta al coso mentre io parlo con i suoi amici invitandoli gentilmente a prendersi cura di lui e fargli capire che deve crescere, in tutti i sensi.
Ok, mi dico. Chiudiamo qui. Gli ricordo che prendersela con uno perchè ha lasciato la giacca prima di te è ridicolo e di bere meno. Alziamo un pò la voce. Poi faccio la scenetta patetica in cui ci diamo la mano e finalmente usciamo da sto cazzo di bagno.
Un pò innervosito cerco di riprendermi la serata, finchè finalmente dimentico il triste inconveniente.
Ma non c'è verso. L'esempio del classico italiano mononeurone non molla, ha il testosterone fino nella cresta. Mentre sono al bancone noto un suo simile, un pò più grosso di lui, che mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E mi fissa. E lo guardo. Al che mi fa i gesti, per farmi capire che "dopo ti faccio il culo"...

Una inarrestabile, profonda e lacerante tristezza invade completamente il mio corpo fino al midollo.

Stufo marcio prendo R e vado alla ricerca del torello audace. Sparito. Lo vedo mezz'ora dopo che balla con un cesso d'antiquariato. Nessuno mi ha più cagato il cazzo. Ma ormai era tardi.
Per tutto il resto della serata non sono riuscito a togliermi il nervoso di dosso, ne tantomeno la tristezza per l'esistenza sulla terra, nel mio Paese, nella mia città, di queste cose che purtroppo respirano, mangiano, macchina brum brum, ti faccio il culo, scopare, figa. E nient'altro.

Il vuoto totale.
postato da: stupito alle ore 00:59 | link




martedì, 25 dicembre 2007

Buon Natale

Il blog Stupito festeggia il suo primo Natale. Auguri di cuore.
postato da: stupito alle ore 03:16 | link




martedì, 18 dicembre 2007

Come diventare il suo cane

Ci sono persone che sanno vedere le cose da una prospettiva tutt'altro che banale. Persone che non hanno ancora perso il piacevole vizio di rimanere sorpresi.

Qui un esempio di lusso:

Come diventare il mio cane

Qualcuno sul castello lo ha segnalato qualche tempo fa. Dedico un post a questa cosa perchè sono convinto che meriti. Buona lettura.
postato da: stupito alle ore 03:58 | link




lunedì, 17 dicembre 2007

Io, me e il blog.

Ogni tanto, la mente vaga. Stavo pensando, girando per i link così a caso, sui motivi che spingono la gente a tenere un blog.

E dando una letta in giro, le parole più ripetute nel blog "medio" sono: io, me, mi, mio, mia, miei.

Beh, mi direte voi, è ovvio, dato che su un blog uno ci scrive cose che riguardano se stesso. Niente di male, la mia era solo una riflessione. Ma tenendo un blog si da solo sfogo al proprio bisogno di protagonismo sperando di avere tanti lettori? Fino a che punto si ha davvero qualcosa da dire?

Io personalmente tengo questo blog per avere memoria in futuro di quello che ora ho da dire. Questo non è un diario. Qui dico quello che voglio dire, quello che mi stupisce, quello che mi va di diffondere. E in futuro mi voglio rivedere, magari con un filo di vergogna in corpo per il sapore acerbo dei miei pensieri. Sicuramente con un pò di malinconia per il ricordo di questi anni. Ecco, questo è il mio motivo.

E penso ai motivi del blog "medio". E al senso che può avere scrivere semplicemente cosa si è fatto, come ci si sente, cosa si desidera. Voglia di condividere? Ma che cosa? Solitudine? Bisogno di consigli?
Non sto affermando che il mio motivo sia migliore, voglio solo lanciare nell'aria una domanda. Che può essere colta da chi desidera.

In fondo, da come si può vedere dalle parole in neretto, non mi discosto molto dal "blog medio".
postato da: stupito alle ore 04:55 | link




Venerdì

Le lauree, la festa.

Un pò tutto mi scorre davanti, il tempo ha accelerato la sua corsa, come fosse in ritardo per arrivare chissà dove. Rallenta, stronzo.

Avevo voglia di fare un pò lo spettatore, ma sono finito come sempre in mezzo. Meglio così, mi sarei perso un bel pò di divertimento.

Bello vedere distesi e raggianti tre volti di cui ancora non conoscevo quell'espressione. Tre bimbi. Due femminucce e un maschietto ai quali hanno regalato un premio. Hanno fatto i bravi e ora son contenti. Spero di avere anch'io quell'espressione innocente quando sarà il momento.
postato da: stupito alle ore 04:11 | link




mercoledì, 12 dicembre 2007

Questo vuole essere un blog serio, composto e antifancazzismo.





Non glie lo permetterò.
postato da: stupito alle ore 04:27 | link




lunedì, 10 dicembre 2007

L'autobus. Relazioni pericolose.

Oggi ho deciso di uscire e prendere uno di quegli affari grossi con le ruote che portano la gente in centro alla città. Si chiamano "autobus". Andavano di moda un pò di tempo fa, ora non li conosce più nessuno.
Si fa così: ognuno di quei cosi ha un numero attaccato davanti e dietro, tu guardi sulla colonnina (c'è pieno in giro di quelle colonnine) la tabella con quel numero e vedi a che ora arriva e dove va. E' facilissimo e comodo, perchè non devi pensare al parcheggio.
Il mese scorso l'ho preso pure. Solo che quella volta mi ero dimenticato di guardare che percorso faceva e avevo paura di aver sbagliato numero. Quella volta era stata curiosa:

Mi siedo dietro in fondo. Giro la testa verso destra e chiedo al ragazzino che era li seduto:
- Scusa, che percorso fa questo autobus?
Il ragazzino non si muove. Vestiti di marca, brufoli in abbondanza, capelli ingellati. Il classico ragazzino di 15, 16 anni. Armeggia nervoso con il telefonino.
- Scusa, che percorso fa questo autobus? (giuro non ho detto altro)
Il ragazzino gira un occhio, poi si volta di scatto verso di me e dopo aver capito che sto parlando proprio con lui piano piano assume un'espressione sempre più TERRORIZZATA.
E fa:
- Dice a me? (...e a chi che sul bus siamo io, te, un'anziana nel primo posto davanti e l'autista.)
- Si, ma dammi pure del tu ho 22 anni.. (cerco di metterlo a suo agio, dato lo stato confusionale per avergli fatto UNA DOMANDA)
- Eeeeeeee allora praticamente, (sempre con espressione completamente terrorizzata, fiato corto e panico totale) vadritto in viadellasminc.. ...epoi gira eeee.. va drittoperviacavù...    ...poivoltalieinviacrotgirenoconilattroviafarini.
... Completamente allibito desisto e ringrazio, anche se non ho capito una ceppa.
Lui torna al suo telefonino, paonazzo in volto.
Mi alzo e vado a chiedere alla vecchina davanti.
Io a scanso di pericoli dopo aver chiesto alla vecchia mi sono seduto a metà per evitare di creare al ragazzo qualche shock o fobia pericolosa.

Questo episodio mi ha fatto riflettere. E' capitato spesso di rivolgere la parola a ragazzini di 14, 15 anni. La maggior parte non si sa relazionare con la gente più grande, non conosce le forme di educazione principali, non sa instaurare un dialogo.
Il ragazzino che ho incontrato io era perfettamente normale, tant'è che è sceso la fermata prima di me e mentre scendeva lo sentivo parlare fluentemente con qualcuno al telefono. Niente sindromi o problemi mentali a quanto pare. Quando si trattava di rispondermi aveva a tratti la voce mozzata e a tratti urlava. Perchè? Colpa dei genitori? Che è successo ai genitori delle nuove generazioni? Sono tutti minorati mentali? Io credo non si possa attribuire solo ai genitori questo fenomeno. Ci sarà qualche motivazione in più. Telefonini, TV, Internet. Io mi rifiuto di credere che nell'era delle telecomunicazioni non si riesca più a comunicare decentemente nella maniera tradizionale. Parliamo! Di più, soprattutto con i bambini. Fanculo gli sms, d'ora in poi si chiama.
postato da: stupito alle ore 03:18 | link




lunedì, 03 dicembre 2007

Perché?

Sono una persona che chiede spesso perché. Forse troppo, ma non ci posso far niente.

Credo sia una parte del bimbo che è dento ognuno di noi. Lo stupore.

Guardare il mondo con un filo di curiosità, anche se sembra tutto già visto. Questo fa la differenza. E da qui il nome al blog.

3 dicembre 2007, e sono 22 anni.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tanti_auguri_a_te


postato da: stupito alle ore 05:00 | link




sabato, 06 ottobre 2007

Stupito

Nasce oggi, sabato 6 ottobre 2007 (ore 19:00 circa) il blog stupito.
In bocca al lupo.
Crepi.
postato da: stupito alle ore 18:02 | link